La ricchezza del pesce povero!

Il pesce, come gli altri alimenti, si spreca lungo tutta la filiera, dal mare al consumatore.
Davanti al banco del pesce, comprando una scatoletta di tonno o mangiando il sushi, spesso però è difficile rendersi conto di quanto altro pesce è stato sprecato per offrire quel prodotto e di quali sono stati gli impatti sull’ecosistema.
Nonostante centinaia specie ittiche di interesse commerciale censite dal Ministero delle Politiche Alimentari e Forestali, ne mangiamo circa il 10%, una trentina di varietà. Qualche implicazione? Specie di maggiore interesse commerciale a rischio di estinzione; il ricorso a voluminose importazioni (in Italia più di due pesci su tre provengono dall’estero) e conseguente impatto economico, ambientale e sociale; il rigetto in mare delle varietà prive di interesse commerciale.
Infatti, anche a causa della sovraccapacità di pesca e pesca eccessiva (overfishing), della non selettività della maggior parte dei sistemi di cattura e della specializzazione delle imbarcazioni per il trattamento solo di alcune varietà, rimangono intrappolati nelle reti anche molti pesci o altre specie marine che non sono (o non possono essere) l’obiettivo della pesca, per specie, sesso, età e taglia, o anche altre specie non ittiche (mammiferi, uccelli marini, etc.). Che generalmente vengono rigettati in mare morti o gravemente feriti (salvo norme tuttora dibattute sull’obbligo di sbarco di tutte le catture)n7-bycatch.
Si parla di rigetti, cattura accessoria, pesca accidentale, bycatch, e in Europa, se per alcune attività della piccola pesca costiera si tratta di percentuali trascurabili, in certi tipi di pesca al traino raggiungono il 70-90% delle catture totali.
Un esempio particolarmente negativo è la pesca dei gamberetti, specialmente quella con reti a strascico nelle regioni tropicali, che ad esempio la FAO stima essere da sola la più grande fonte di scarti inutilizzati: per un chilo di gamberetti, possono rimanere nelle reti anche 10 o 20 chili di pesci, tartarughe marine o altri animali.
Ecco un altro aspetto della complessa questione dello sfruttamento delle risorse marine e del violento impatto della pesca e un’altra manifestazione/caso di spreco alimentare.

TU COSA PUOI FARE?
Non esagerare, il pesce è una risorsa preziosa e procurarla ha comunque un grande impatto, consumalo con moderazione
Ricorda: Nome, provenienza, pesca o allevamento, metodo di pesca/allevamento per la legge europea sono informazioni obbligatoriamente in etichetta. Leggi le etichette o chiedi!
Tutti i suggerimenti che seguono vanno considerati insieme, non è sufficiente, ad esempio, considerare la specie di pesce senza valutare le tecniche di pesca.

• QUANDO > adulti, ciclo di vita breve, stagione:
Se mangi pesci in età adulta (non giovani o neonati come i bianchetti, non ancora in grado di riprodursi. Ci sono taglie minime legali), nel periodo indicato (non nella loro stagione riproduttiva) e privilegi quelli a ciclo di vita breve (che diventano adulti in un tempo ridotto), permetti alla popolazione (stock ittico) di riprodursi, riducendo l’impatto sull’ecosistema. Non solo frutta e verdura sono di stagione!

DOVE > locale
Il pesce nostrano, che vive o passa nel nostro mare, non ha viaggiato migliaia di chilometri in contenitori refrigerati immettendo in atmosfera CO2 e altri gas inquinanti.

COME > tecniche di pesca più sostenibili
Alcuni sistemi di cattura sono più dannosi di altri, quindi anche a parità di specie è necessario considerare anche questo sostenendo sistemi meno impattanti ed evitando i più dannosi. Basti pensare all’impatto sui fondali e le catture accessorie di molti tipi di pesca a strascico rispetto ad altri sistemi tradizionali o l’evidente il caso del tonno rosso: una tonnara tradizionale selettiva rispetto a sistemi industrializzati.
Senza dimenticare l’impatto socio-economico sulle comunità locali e le implicazioni in termini di salute.
Per quanto riguarda l’allevamento, nella maggior parte dei casi implica impatti violenti sugli ecosistemi, l’uso di antibiotici, la contaminazione delle acque, l’introduzione di specie non autoctone, e l’impiego di mangimi per pesci carnivori anche a base di pesce pescato.

COSA: Pesce povero, dimenticato, azzurro… cos’è?
Evita le specie a rischio di estinzione o frutto di pratiche di pesca/allevamento non sostenibili (sì, anche salmone, tonno rosso, gamberi tropicali allevati, pesce spada, datteri di mare-che sono vietati
> compra quello che c’è! Il mare non è una fabbrica, offre prodotti sempre diversi, varia. In questo caso la lista della spesa non vale
> sugherelli, lecci stella, tremore, spatole, cefalo, pesci bandiera, pesce sciabola, muggine ramato, acciuga, sardina, razza di sabbia, potassolo, palamita, polpo di sabbia. Non sai che pesci pigliare? Fatti spiegare dal pescivendolo come prepararli e cucinarli al meglio e apri la tua tavola anche al pesce povero e al pesce azzurro.
Il nostro mare è ricco pesce azzurro, è nutriente (ricco di proteine, acidi grassi insaturi e polinsaturi, e di sali minerali a seconda della specie), saporito ed economico.
> se non li vedi sul banco, chiedili! È un buon modo per iniziare a cambiare le cose.

Puoi visualizzare l’infografica che abbiamo realizzato per il Prendinota a questo link: La ricchezza del pesce povero!

Alcune guide semplici per muovere i primi passi con le specie consigliate e quelle da evitare?
Il pesce dimenticato | in Toscana
Mangiamoli giusti – Slow Food | Pesci no, pesci sì e ricette
Che pesci pigliare – WWF | Taglie minime
Guida al pesce giusto – ConsuMare Giusto
Guida ai consumi ittici – Greenpeace
The IUCN Red List of Threatened Species | La lista nera delle specie a rischio
E il tonno in scatola? Tonno in trappola – Greenpeace

1 comment on “La ricchezza del pesce povero!”

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