Le scadenze, capiamone di più!

Cosa sono quelle che comunemente chiamiamo “scadenze”?
La normativa relativa all’etichettatura dei prodotti alimentari richiede, tra le altre cose, che vengano riportate le informazioni sulla durabilità dell’alimento per i prodotti preconfezionati destinati alla vendita al consumatore sul mercato nazionale.


Salvo alcune eccezioni definite a livello ministeriale la durabilità di un prodotto alimentare confezionato è determinata dal produttore o dal confezionatore o, nel caso di prodotti importati, dal primo venditore stabilito nell’Unione europea, sotto la loro diretta responsabilità, secondo autonome valutazioni. Per questo, per una medesima tipologia di cibo, possono essere indicate differenti date.

Vengono però utilizzate due diverse diciture: “da consumarsi preferibilmente entro” e “da consumarsi entro”. Ma qual è la differenza?

• Il TERMINE MINIMO DI CONSERVAZIONE (TMC), che si presenta nelle formule “da consumarsi preferibilmente entro” e “da consumarsi preferibilmente entro la fine”, «è la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione» (Regolamento (UE) n. 1169/2011, Art. 2) ovvero quella entro la quale il fabbricante garantisce il mantenimento ottimale delle caratteristiche organolettiche, nutrizionali e di gradimento del prodotto alimentare (es. morbidezza, croccantezza, profumo, colore, etc.). Successivamente, l’alimento, mantenendo i requisiti relativi alla sicurezza igienico sanitaria ed essendo quindi ancora commestibile (prima di consumarlo attiva i sensi: guarda, annusa, assaggia!), subisce un progressivo lento decadimento di queste caratteristiche.
Per alcuni alimenti non è comunque richiesta l’indicazione del TMC, tra questi: la maggior parte dei prodotti ortofrutticoli freschi non sbucciati o tagliati; vini e bevande con contenuto alcolico pari o superiore al 10% in volume; aceti; sale da cucina; zuccheri allo stato solido.

• La DATA DI SCADENZA si presenta invece con la dicitura “da consumarsi entro” (espressa in gg/mm/aa) e indica la durabilità di prodotti «molto deperibili dal punto di vista microbiologico che potrebbero pertanto costituire, dopo un breve periodo, un pericolo immediato per la salute umana» (Regolamento (UE) n. 1169/2011, Art. 24) (latte e prodotti lattieri freschi, formaggi freschi, pasta fresca, etc.). È accompagnata dalle indicazioni sulle condizioni di conservazione ed eventualmente la temperatura.
La legge vieta la vendita dei prodotti che riportano la data di scadenza a partire dal giorno successivo a quello indicato sulla confezione e generalmente, nella grande distribuzione, vengono ritirati dagli scaffali qualche giorno prima. Alcune soluzioni possono però ridurre la quantità di cibo che viene gettato per questo motivo: ad esempio, la donazione a enti che offrono servizi di supporto alimentare, oppure, la vendita a metà prezzo dei prodotti in scadenza.

Ma cosa significa “conservare correttamente”?
Su molti prodotti accanto alla data vengono indicate le condizioni di conservazione, luogo e temperatura. Conservare ogni prodotto nel posto più adeguato, in ambienti adatti, alle temperature previste, lontano da fonti di calore, in luoghi asciutti sono requisiti per la validità delle date indicate sulle confezioni. Proviamo ad elencare alcuni prodotti con i relativi spazi idonei alla conservazione:

Credenza:

  • Alimenti secchi (fiocchi, semolino, farina, legumi, minestre in sacchetti, erbe aromatiche e spezie,…) conserve, olio, sciroppo

Cantina e dispensa:

  • Verdure e frutta sensibili al freddo, patate, conserve, olio, sciroppo, alimenti secchi come fiocchi, semolino, farine, leguminose, minestre in sacchetti, ecc.
  • Attenzione a frutta e verdura: non tutta la frutta e la verdura va conservata in frigorifero! Patate, melanzane, cetrioli, zucca, peperoni, pomodori, zucchini, frutta dei paesi caldi (ananas, mango, avocado, banana…), agrumi, melone sono molto sensibili al freddo, meglio un luogo arieggiato, asciutto e fresco.
  • Conserva separatamente frutta e verdura: i vapori etilici di alcuni frutti (inclusi i pomodori) accelerano il deterioramento di verdure e provocano una più veloce germinazione delle patate.

Frigorifero:

  • Prodotti facilmente deperibili: latte, latticini, carne, pesce e uova, margarina, frutta e verdura non sensibili al freddo, avanzi di alimenti..
  • Ricorda che ogni scomparto del frigo ha una temperatura leggermente diversa quindi, ad esempio, gli scomparti con temperature più alte (cassetti, sportello > +8/+12° C) sono più adeguati per verdure, burro, marmellata, maionese, bibite; quelli più freddi (sopra ai cassetti > 0/+2°C) per carne e pesce; in alto (+5/+8°C) avanzi, uova, formaggi.

Congelatore:

  • Prodotti congelati, a seconda dell’alimento, può essere stoccato fino a diversi mesi.

Puoi visualizzare l’infografica che abbiamo realizzato per il Prendinota a questo link: Le scadenze: sai come funzionano?

Seguici! Continueremo a darti nuovi suggerimenti per la conservazione e l’allungamento della vita degli alimenti.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>